Spunti e Note

 

3.1. L’evoluzione dello strumento europeo ERANET a supporto del coordinamento dei programmi nazionali della ricerca.

Gli ERANET sono lo strumento che la Commissione Europea (EC) ha introdotto durante il Sesto Programma Quadro per incentivare i Paesi Membri a coordinare i programmi nazionali della ricerca. Agli ERANET dovrebbero partecipare ministeri o enti finanziatori ma i criteri di eleggibilità al progetto finanziato dalla EC permettono il coinvolgimento anche di consigli di ricerca e organizzazioni che conducono programmi nazionali ancora non completamente sviluppati. Questo allargamento della partecipazione, che ha sicuramente facilitato il processo di conoscenza reciproca e di collaborazione tra partner europei, ha anche favorito una disomogeneità all’interno dei progetti che spesso hanno visto ricercatori e decisori politici sedersi allo stesso tavolo. 

 

Il coinvolgimento della comunità scientifica nel coordinamento dei programmi nazionali della ricerca è fondamentale nelle attività di foresight e di analisi dei “needs and gaps” al fine di supportare la definizione delle priorità scientifiche e dei programmi comuni. Stabiliti questi ultimi in funzione delle tematiche degli ERANET stessi, sono stati lanciati bandi per progetti di ricerca comuni, solitamente limitati a pochi paesi partecipanti e finanziando ognuno i propri ricercatori.

 

Coordinare quindi i programmi di ricerca nazionali ha in pratica significato finanziare progetti di ricerca congiunti. Il valore aggiunto degli ERANET è stato principalmente quello di aver contribuito a creare fiducia e conoscenza reciproca tra i partecipanti e a generare un effetto moltiplicativo sui finanziamenti.

La breve durata dei progetti (tipicamente 4 anni) e, spesso, la limitatezza delle priorità scientifiche definite da una ristretta comunità che a volte non ha coinvolto tutti i portatori di interesse, hanno invece ridotto l’impatto e l’efficacia delle azioni.

 

Con uno strumento successivo, l’Eranet plus, la EC ha ancor più concentrato l’attenzione sul finanziamento di progetti comuni, permettendo di parteciparvi solo a condizione di un impegno nel finanziamento ma provvedendo ad aggiungere una percentuale, tipicamente il 33% del totale (chiamato “top-up”), a quello previsto nei bandi.

Nell’’Eranet plus quindi la EC non supporta attività di coordinamento, analisi ecc. ma aumenta il budget dei progetti lasciando ai partecipanti la libertà di decidere sulla distribuzione del top-up. Raramente il top-up viene assegnato a ricercatori esterni ai paesi partecipanti e quindi il contributo comunitario, proveniente invece da tutti i paesi, viene utilizzato principalmente da quelli che hanno maggiore disponibilità/volontà di finanziare i progetti comuni.

 

La EC sta sempre più favorendo il cofinanziamento da parte dei paesi membri e probabilmente sarà molto presente nel prossimo programma quadro per la ricerca e innovazione, Horizon 2020. Questo approccio potrebbe portare a un ulteriore sbilanciamento tra paesi che dedicano una parte dei propri finanziamenti al’apertura verso collaborazioni internazionali e quelli che invece si limitano a finanziare il costo del personale e le infrastrutture (i cosiddetti contributi in-kind).

 

E’ però intenzione della EC favorire l’evoluzione del coordinamento di progetti comuni verso un reale coordinamento di programmi istituzionali. Questo approccio, che recentemente è fortemente sviluppato all’interno delle Iniziative di Programmazione Congiunta (JPI) promosse dai paesi membri, sta spingendo la EC a rivedere lo strumento ERANET al fine di renderlo maggiormente efficace.

La EC sta studiando diverse soluzioni per favorire una partecipazione allargata, flessibile e di lunga durata, unitamente a fornire supporto delle attività di coordinamento e preparazione ecc. Inoltre, nelle modifiche preliminari alla proposta della EC per il nuovo ERANET ma non ancora approvata, i Consiglio e Parlamento europei hanno introdotto la possibilità di contribuire in-kind, ribadendo l’intenzione di favorire l’allineamento dei finanziamenti istituzionali verso una programmazione congiunta, non limitandosi al finanziamento di bandi.

Una partecipazione che coinvolga notevoli investimenti nazionali, oltre a dare grande peso e influenza ai grandi attori sulla scena della ricerca quali il CNR e a programmi nazionali dedicati quali i Progetti Bandiera, potrebbe però inficiare l’idea di competizione promossa in ambito europeo. Infatti, maggiore è la massa critica coinvolta, minore la probabilità di trovare candidati in grado di competere.

Esistono poi alcune difficoltà di carattere tecnico nella stesura dei contratti con la EC per la definizione dei costi eleggibili e rendicontabili del contributo in-kind, per la gestione del top-up (che viene erogato solo ai firmatari del contratto con la EC).

Contrariamente a quanto è avvenuto nelle esperienze passate nel Settimo Programma Quadro, il l’uso del top-up potrebbe essere usato anche per risolvere difficoltà quali l’apertura a terze parti, supportare paesi strategicamente rilevanti ma con limitate disponibilità finanziarie ecc.

 

Il 13 giugno 2012 si è svolto a Bruxelles un incontro tra la EC e i principali attori coinvolti nella ricerca e del suo finanziamento allo scopo al fine di discutere i pro e i contro di alcune soluzioni e cui il CNR ha partecipato.

Un progetto europeo chiamato “JPI to Co Work” ha come scopo quello di coinvolgere i principali attori alle 10 Iniziative di Programmazione Congiunta europee anche per discutere le problematiche tecniche nel coordinamento dei programmi nazionali per la ricerca e suggerirne soluzioni, indipendentemente dall’eventuale partecipazione finanziaria della Commissione Europea. Il CNR partecipa all’Advisory Board del progetto, che si è riunito il 28 marzo e 20-21 settembre u.s.

 

Per ulteriori informazioni sull’incontro, sugli ERANET e sul coordinamento dei programmi nazionali della ricerca, riferirsi ai siti di seguito

http://netwatch.jrc.ec.europa.eu/nw/index.cfm/static/event_11.html

http://netwatch.jrc.ec.europa.eu/nw/

http://www.jpis2cowork.eu/

http://www.dta.cnr.it/content/view/7577/304/lang,it/

 

 

a cura di Pier Francesco Moretti