La cooperazione scientifica con i Paesi Terzi in Horizon 2020

 


L’internazionalizzazione della ricerca scientifica e tecnologica rappresenta un importante obiettivo strategico della politica scientifica Europea, essenziale per la crescita economica e per affrontare le nuove sfide sociali a livello globale. Come già suggerito dal documento di Valutazione Intermedio del Settimo Programma Quadro vi è la necessita di “intensificare la cooperazione scientifica favorendo le collaborazioni con partner dei Paesi Terzi, all’interno dei programmi e delle attività di mutuo interesse”. Lo scorso 14 Settembre la Commissione Europea ha reso noto la strategia sulla cooperazione scientifica nel nuovo programma quadro Horizon 2020.  

La Comunicazione ha sottolineato che la cooperazione scientifica nel nuovo Programma Quadro dovrà contribuire a:
• Rafforzare l’eccellenza scientifica Europea e l’attrattività del sistema scientifico e di innovazione, cosi come la competitività del tessuto economico ed industriale
• Contribuire ad affrontare le sfide sociali globali
• Supportare e affiancare la politica estera dell’Unione Europea

Per raggiungere questi obiettivi la nuova strategia in materia di cooperazione scientifica si concentra su aree di ricerca di comune interesse e di mutuo beneficio. Lo stesso approccio duale già presente nel Settimo Programma Quadro, che combinava apertura verso i Paesi Terzi e azioni su temi specifici, verrà mantenuto anche in Horizon 2020. Il nuovo Programma Quadro sarà quindi aperto alla partecipazione di istituzioni e soggetti di Paesi Terzi, permettendo ai ricercatori europei di collaborare con i migliori scienziati a livello globale.

I paesi industrializzati e quelli cosiddetti “emergenti” potranno ricevere fondi solo a specifiche condizioni , mentre i Paesi confinanti (Neighbouring Policy) e i Paesi in via di Sviluppo potranno ricevere finanziamenti in relazione a quei bandi ove sia prevista espressamente la loro partecipazione. Una lista dei paesi eleggibili a H2020 verrà resa nota a breve.


I Paesi Terzi potranno partecipare al Programma Horizon 2020 nel quadro di:
• Progetti di collaborazione scientifica dove i Paesi Terzi saranno richiesti come partecipanti
• Network tra i progetti esistenti
• In iniziative tra l’UE e i Paesi Terzi  allo scopo di favorire la cooperazione scientifica mediante azioni di sostegno e networking, ma anche mediante iniziative di coordinamento della ricerca (ERA-Net/ Art. 185)


Le azioni del nuovo Programma Horizon 2020 che riguarderanno specificamente la cooperazione scientifica sono:

Azioni Marie Sklodowska-Curie finanzieranno i ricercatori migliori e più promettenti, indipendentemente dalla loro nazionalità, che vogliano sviluppare le loro competenze attraverso una mobilità internazionale e faciliterà lo scambio tra ricercatori dell’Unione Europea con i Paesi Terzi, rafforzando la cooperazione tra università e istituzioni di ricerca. Le azioni permetteranno anche di riprendere la carriera scientifica dopo un periodo di interruzione e il reintegro dei ricercatori dopo periodi di ricerca all’estero, facilitando e supportando il rientro nei propri paesi di origine.

Azioni per le infrastrutture di ricerca faciliteranno gli sforzi dei Paesi Membri per ottimizzare le loro infrastrutture di ricerca supportando un database aggiornato e accessibile sullo stato delle infrastrutture per la ricerca nell’Unione. Queste azioni faciliteranno anche lo sviluppo di infrastrutture a livello globale laddove queste richiedano finanziamento e accordi con Paesi Terzi. Queste potranno favorire la cooperazione tra le istituzioni scientifiche europee e le loro controparti non europee al fine di avere infrastrutture progettate e finanziate congiuntamente, globalmente utilizzabili dai ricercatori di diversi paesi.

Sfida Sociale 6: l’Europa in un mondo che cambia prevede attività trasversali nel Programma Quadro che riguarderanno la cooperazione scientifica con l’obiettivo di supportare azioni congiunte di ricerca e di dialogo con i Paesi Terzi, con le organizzazioni internazioni e con i singoli stati. Le azioni verranno presentate e dettagliate al momento del lancio ufficiale del Programma Quadro nel Dicembre 2013 e prevedranno attività di networking, gemellaggi e accordi quadro di ricerca.    

Infine anche il Consiglio Europeo della Ricerca ha lanciato nel 2012 una campagna di sensibilizzazione, “ERC goes global”, per attrarre un maggior numero di proposte dai Paesi Terzi. Nei prossimi anni questo produrrà un numero maggiore di giovani ricercatori che dai Paesi Terzi collaboreranno con team di ricerca Europea grazie ai fondi della ERC.
 

 

a cura di Dott.ssa Marilena Rossano e Dott. Lucio Pisacane